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Quando stai male e non ti accorgi che il problema non sei tu

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foto-fb-evento-MartiniPrendi una donna con un figlio o due, un lavoro monotono, o poco variato. Una vita fatta di routine, ma soprattutto un compagno serio, calibrato, poco incline al divertimento, con pochi amici e uno scarso desiderio di socialità. Un giorno questa donna comincia ad accusare un’ansia sempre più alta, una tendenza al pianto, un’angoscia di fondo che non passa. I parenti si preoccupano, cominciano a osservarla con più attenzione per cercare di capire che succede, si mettono in allarme anche loro. Comincia una girandola di visite specialistiche per la donna in difficoltà: una visita psichiatrica con somministrazione di farmaci, magari un incontro con uno psicologo per vagliare una psicoterapia, o dei colloqui con il medico di famiglia, o il ricorso all’omeopata, all’agopuntura, allo yoga: tutto perché la donna ricominci a stare bene e insieme ad essere ‘funzionale’ al suo contesto.

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