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Gucci, una sfilata macabra che offende i malati

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La notizia appare su tutti i giornali, riportata in maniera descrittiva, come se, che so, si fosse trattato di uno sfondo a tema savana piuttosto che spaziale. Invece la sceneggiatura scelta da Gucci per far sfilare i suoi modelli alla Fashion Week di Milano è stata quella di una sala operatoria, perfettamente ricostruita: pavimento di linoleum celeste, lettini coperti da una coperta verde, luci da operazione chirurgica. Un immaginario cupo che rimandava alla malattia, al dolore, a tutto ciò che più ci angoscia.

 

Già questa semplice decisione è di per sé discutibile e non perché la moda non sia qualcosa che possa riguardare tutti, persino le persone malate. Ma se davvero si crede che anche la bellezza, per esempio, possa aiutare chi sta male ed è ricoverato allora bisognerebbe fare, per esempio, una sfilata in ospedale (magari portando in scena, però, vestiti indossabili, non come quelli che si sono visti durante la Fashion Week, per non virare nel grottesco). Continua qui. 

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