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Elisabetta Ambrosi

Giornalista, scrittrice e blogger, sono nata e cresciuta a Roma. Sposata, ho due bambini, Paolo e Francesco.
In sintesi:
Nata con un dna liberale, cresciuta in un paese catto-comunista, allevata tra ostie consacrate, balli neocatecumenali e canti scout. A venti studiavo Kant sopra la cyclette e iniziavo un’analisi freudiana, a trenta scrivevo un libro contro gli psicoanalisti e mi ricordavo di avere un corpo per fare cose belle (tra cui partorire). A quaranta è tempo di tenere l'essenziale e, delicatamente, lasciare il resto.
La mia formazione:
Liceo linguistico-sperimentale al Mamiani di Roma (60/60). Dopo una laurea (110 e lode) e un Dottorato in Etica e Filosofia politica sono diventata caporedattrice della rivista di cultura politica "Reset". Ho poi lavorato come free lance con le testate “Repubblica”, “A”, “MySelf”, “Europa”, “L’Unità”, “Il Riformista”, “L’Espresso”, “Vanity Fair”, "Vanityfair.it”, dove per sei anni ho tenuto il blog Sexand(the)Stress, ancora "DRepubblica", “D.Repubblica.it”, "Business Insider Italia", "Huffington Post", ogni tanto "Dagospia.com". Dalla sua fondazione nel 2010 scrivo per “Il Fatto” — su cui tengo la rubrica “Le Fattucchiere”, con Lia Celi e sul cui sito ho un blog.
Di cosa scrivo:
Società e nuove tendenze sociali, famiglia, infanzia, educazione, maternità, sessualità, sentimenti, lavoro, lavoro autonomo, lavoro femminile, nuove professioni, conciliazione vita-famiglia, salute, ambiente, alimentazione, cultura, libri, a volte di politica. Scrivo con i registri del racconto, dell’inchiesta, o della critica (meglio se ironica).
I miei libri:
Riflettono passioni pubbliche e private: Non è un paese per giovani (con A. Rosina, 2009), Inconscio ladro! Malefatte degli psicoanalisti (La Lepre, 2010), Chi ha paura di Nichi Vendola? Le parole di un leader che appassiona e divide l’Italia(Marsilio, 2011), Sos Tata. Nuovi consigli e ricette 6-9 anni (Kowalski, 2012), Mamma a modo mio. Guida pratica ed emotiva per neomamme fuori dal coro (Urra-Feltrinelli, 2013), Guerriere. La resistenza delle nuove mamme italiane (Chiare Lettere, 2014). Altri, speriamo, in arrivo, anche se il mercato editoriale italiano è diventato un campo di battaglia. 


Qualcuno dei miei motti?
"Prendere le cose sul serio, senza mai prendersi sul serio".
"Fidarsi è bene, informarsi è meglio". Ma soprattutto: 

"Il mondo vive grazie al respiro dei bambini nelle scuole".