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Cambiamento climatico, perché il tweet di Ronaldo vale tantissimo

Non è un tweet come gli altri quello che Cristiano Ronaldo ha pubblicato – con intelligenza – ieri sui suoi social network, manifestando tutta la sua preoccupazione per gli incendi in Amazzonia. Non lo è perché segna, forse, una svolta importantissima nel dibattito e nella protesta sul clima, fino ad ora portato avanti da scienziati, attivisti, giovani (ma non dai famosissimi), con tutta la fatica e la frustrazione di non essere ascoltati da media indifferenti al più importante dei temi.

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Greta Thunberg, così in un anno ha cambiato per sempre la mia vita

Per lunghi anni mi sono limitata a immagazzinare informazioni sul cambiamento climatico, preoccupandomi molto, ma senza andare oltre. Da appassionata di temi sociali, continuavo a scrivere come giornalista sulle questioni che da sempre mi stanno a cuore: lavoro, diritti sociali, infanzia, famiglia, salute e molto altro.

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Coldiretti lancia l'allarme sul clima, ma dimentica il monito Onu sulla la carne

L’ultimo comunicato è arrivato ieri: l’estate del 2019, secondo Coldiretti, è tra le più calde mai registrate dal 1800. Da tempo l’associazione che rappresenta il settore agricolo italiano (zootecnia inclusa) lancia giusti allarmi sulle conseguenze del cambiamento climatico nel nostro paese e in particolare sull’agricoltura. Dagli eventi estremi alla siccità, dai nuovi parassiti alla progressiva tropicalizzazione dell’Italia. Non solo.

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La Groenlandia si sta sciogliendo ma il problema è la barca di Greta

Una piccola, necessaria premessa: comunicare il cambiamento climatico non è facile, gli eventi che si stanno succedendo sono talmente drammatici e su scala così enorme che la cronaca di ciò che accade rischia di innescare un tale panico in chi legge che alla fine si tende paradossalmente a rimuovere l’emergenza più grande.

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Basta parlare di "morti da maltempo", sono vittime da cambiamento climatico

Partiamo da una storia, quella di Noemi Magni, morta l’altro ieri notte per una tromba d’aria a Focene. Non era in giro in montagna, non si era avventurata pericolosamente al largo nuotando, era nella sua macchina, una macchina non pesante, ma comunque una macchina. Si era riparata sotto un distributore, aveva fatto insomma tutto quello che avremmo fatto noi. Se la sua macchina è stata sbalzata di 25 metri vuol dire che la tromba d’aria era di forte intensità e che non c’era nulla che avrebbe potuto fare.

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Cambiamento climatico, i palinsesti che vorrei

C’è qualcosa di nuovo nei palinsesti tv quest’estate. Complice, forse, il caldo torrido, i conduttori hanno deciso che l’emergenza climatica era così importante da continuare i propri talk show parlando, soprattutto, di ambiente e riscaldamento globale.

Caldo torrido, se volete proteggervi davvero votate bene

Ma da quanti anni e quanto intensamente ormai, sentite parlare di estati torridecaldo estremo, afa e via dicendo? Ormai la cronaca della temperatura è sdoganata: se fa molto caldo se ne parla, spesso con toni di allarme e con servizi mediatici pieni di consigli su come proteggersi. E questo, appunto, è il problema, anzi i problemi. Il primo riguarda, appunto, i consigli per difendersi, rimasti per lo più ancorati ai vecchi schemi del bere molto, non uscire durante le ore calde, proteggere bambini e anziani.

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Giusto fare i figli al tempo del cambiamento climatico?

Mentre l’Istat certifica la débacle demografica del nostro paese, cui solo l’immigrazione in parte dà risposta, per le giovani donne italiane c’è un altro dubbio che si pone nella scelta, già difficile, di fare o meno un figlio.

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Fare causa allo Stato per negligenza climatica

Non solo manifestazioni, cartelli, tam tam su Facebook. Contro le inadempienze rispetto al cambiamento climatico e al rischio di un aumento di 4 gradi delle temperature entro fine secolo, c’è chi ha deciso di fare direttamente causa allo Stato italiano. Sono un gruppo consistente di associazioni, comitati territoriali, singoli cittadini, che stanno promuovendo in tutta Italia la campagna “Giudizio Universale”.

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Ecoansia, perché può fare davvero male (e come curarla)

Dimenticate drammi edipici o malessere da avvitamento narcisistico. Oggi, secondo gli analisti, sul lettino l’ansia che più emerge è soprattutto una: quella ecologica, quella causata dal pensiero della riduzione imminente delle risorse e della catastrofe globale. “Quello che vedo nei miei pazienti è un vero terrore, unito alla disperazione per un futuro che non c’è e per le generazioni in arrivo”, dice lo psicoterapeuta neozelandese Michael Apathy.