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Il mondo si ferma per il coronavirus. Ma non per il cambiamento climatico

Forse perché sono abituata, ormai, a leggere rapporti sul cambiamento climatico che prospettano scenari abbastanza vicini così negativi e critici da indurre abbastanza angoscia e spavento, che non sono particolarmente preoccupata per il nuovo virus cinese. Almeno al momento, vivo tutto da osservatrice distaccata, il che mi è stato molto utile per capire alcune cose. La prima: quando c’è una minaccia non tanto reale – non sappiamo in verità quanto reale sia – ma percepita veramente come tale, le persone, gli stati, il mondo intero si mobilita.

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Cambiamenti climatici, per Natale fermiamoci a pensare (e condividere)

Lo strano destino di chi si occupa di cambiamento climatico in questo paese ma soprattutto in questa società è questo: essere spesso ridotto al ruolo di Cassandrafastidiosa, non essere ascoltato, essere minimizzato nelle sue paure. Fondamentalmente, l’atteggiamento principale delle persone verso chi porta avanti questa istanza è quello dell’indifferenza, del cambiare argomento, oppure ridicolizzare. Questo avviene anche con le persone più vicine, familiari, amici, persone molto frequentate sui social network.

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Greta Thunberg, così in un anno ha cambiato per sempre la mia vita

Per lunghi anni mi sono limitata a immagazzinare informazioni sul cambiamento climatico, preoccupandomi molto, ma senza andare oltre. Da appassionata di temi sociali, continuavo a scrivere come giornalista sulle questioni che da sempre mi stanno a cuore: lavoro, diritti sociali, infanzia, famiglia, salute e molto altro.