Salta al contenuto principale

Salute&ambiente

giustizia

Cambiamento climatico, contrastarlo equivale a combattere per la giustizia sociale

Mentre scrivo arrivano le immagini dello sciopero globale del clima di venerdì 20 marzo. Decine di migliaia di persone, in migliaia di città. Berlino straripa di ragazzi, ma anche fuori dall’Europa, dall’Australia al Bangladesh, i giovani dei Fridays For Future scendono in piazza per gridare la loro paura di un futuro devastato e senza risorse. E la partecipazione sarà ancora più eclatante venerdì 27 prossimo, se si pensa che oltre un milione di studenti di New York hanno avuto dal sindaco l’autorizzazione per scioperare.

coppia

Se il riscaldamento globale surriscalda le tensioni di coppia

C’è un nuovo tema, carico di esplosività, che minaccia le coppie e le famiglie italiane. È la questione del cambiamento climatico, con tutte le conseguenze che porta con sé in termini di angosce, preoccupazioni, ma anche voglia di cambiare radicalmente il proprio stile di vita.

piangere

Per salvarci dal cambiamento climatico serve solo una cosa: crederci. Visceralmente

12.000 aerei, 7000 navi, 156.000 soldati, 2,6 milioni di armi leggere, decine di migliaia tra carri armati e veicoli, 17 milioni di mappe, centinaia di manichini fabbricati per sviare i tedeschi. I numeri dello sbarco in Normandia, l’azione che liberò il continente dall’occupazione nazista, il 6 giugno del 1944, sono impressionanti. Il motivo per cui tutto questo fu possibile è semplicemente, uno: l’Europa e l’America erano certi che Hitler avrebbe distrutto il mondo.

ambiente

Conte 2, il clima entra in un programma di governo. Ma basta con la retorica della crescita green

Durante la crisi di governo, qualunque persona avesse a cuore l’emergenza climatica e il problema del riscaldamento globale aveva solo un timore: che si andasse al voto senza un accordo Pd-5stelle, con conseguente vittoria di una destra non solo irrispettosa dei diritti umani e dei migranti ma anche indifferente, nel migliore dei casi, alla questione climatica. Per fortuna così non è stato.

ronaldo

Cambiamento climatico, perché il tweet di Ronaldo vale tantissimo

Non è un tweet come gli altri quello che Cristiano Ronaldo ha pubblicato – con intelligenza – ieri sui suoi social network, manifestando tutta la sua preoccupazione per gli incendi in Amazzonia. Non lo è perché segna, forse, una svolta importantissima nel dibattito e nella protesta sul clima, fino ad ora portato avanti da scienziati, attivisti, giovani (ma non dai famosissimi), con tutta la fatica e la frustrazione di non essere ascoltati da media indifferenti al più importante dei temi.

greta

Greta Thunberg, così in un anno ha cambiato per sempre la mia vita

Per lunghi anni mi sono limitata a immagazzinare informazioni sul cambiamento climatico, preoccupandomi molto, ma senza andare oltre. Da appassionata di temi sociali, continuavo a scrivere come giornalista sulle questioni che da sempre mi stanno a cuore: lavoro, diritti sociali, infanzia, famiglia, salute e molto altro.

coldiretti

Coldiretti lancia l'allarme sul clima, ma dimentica il monito Onu sulla la carne

L’ultimo comunicato è arrivato ieri: l’estate del 2019, secondo Coldiretti, è tra le più calde mai registrate dal 1800. Da tempo l’associazione che rappresenta il settore agricolo italiano (zootecnia inclusa) lancia giusti allarmi sulle conseguenze del cambiamento climatico nel nostro paese e in particolare sull’agricoltura. Dagli eventi estremi alla siccità, dai nuovi parassiti alla progressiva tropicalizzazione dell’Italia. Non solo.

ghiacciai

La Groenlandia si sta sciogliendo ma il problema è la barca di Greta

Una piccola, necessaria premessa: comunicare il cambiamento climatico non è facile, gli eventi che si stanno succedendo sono talmente drammatici e su scala così enorme che la cronaca di ciò che accade rischia di innescare un tale panico in chi legge che alla fine si tende paradossalmente a rimuovere l’emergenza più grande.

tristezza

Basta parlare di "morti da maltempo", sono vittime da cambiamento climatico

Partiamo da una storia, quella di Noemi Magni, morta l’altro ieri notte per una tromba d’aria a Focene. Non era in giro in montagna, non si era avventurata pericolosamente al largo nuotando, era nella sua macchina, una macchina non pesante, ma comunque una macchina. Si era riparata sotto un distributore, aveva fatto insomma tutto quello che avremmo fatto noi. Se la sua macchina è stata sbalzata di 25 metri vuol dire che la tromba d’aria era di forte intensità e che non c’era nulla che avrebbe potuto fare.

verde

Cambiamento climatico, i palinsesti che vorrei

C’è qualcosa di nuovo nei palinsesti tv quest’estate. Complice, forse, il caldo torrido, i conduttori hanno deciso che l’emergenza climatica era così importante da continuare i propri talk show parlando, soprattutto, di ambiente e riscaldamento globale.