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Navigator, preferire i più giovani è ingiusto (e pure un po’ grottesco)

Avevo già scritto sul tema dei navigator qualche tempo fa, notando l’assurdità della scelta di escludere dalla possibilità di partecipare al bando i laureati in materie umanistiche, come Lettere e Filosofia. Dopo quell’articolo, ho ricevuto nella mia casella di posta elettronica centinaia di mail di laureati in Lettere e in Filosofia.

Il reddito di cittadinanza non scoraggia il lavoro, ma deprime i migliori

Non passa giorno che qualcuno non intervenga a dire che la cifra del reddito di cittadinanza, così come pensata dal nostro governo, è troppo elevata e pertanto disincentiva al lavoro.

Caro Di Maio, perché il navigator non può essere un filosofo?

Ho avuto la pessima idea, molti anni fa, di prendere una laurea in Filosofia. Pessima non solo per le conseguenze sul mio futuro professionale, ma anche perché mi è toccato sopportare negli anni a seguire l’insostenibile retorica del filosofo che piace alle imprese, del filosofo versatile che grazie al suo acume teorico può lavorare in più settori. Altro che ingegneri o economisti.

accettare

Quando realizzi che non hai fatto carriera

A un certo punto accade. Puoi avere 35, 40 o 50 anni. Solitamente accade più spesso, però, dopo aver oltrepassato la metà della vita. È dapprima una sensazione indistinta, quasi un leggero malessere. A mano a mano, con il tempo, prende la forma di un’idea. E questa idea contiene un’intuizione che inizialmente può essere molto amara. Hai più di 40 anni e non hai fatto la carriera che avresti voluto, non sei arrivato là dove, 15 anni fa magari, ti sembrava naturale che saresti arrivato.