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Rita Di Iorio

Cadaveri, terremoti e macerie: i traumi silenziosi dei soccorritori. “Anche il loro dolore deve essere curato”

“Ricordo quel giorno come fosse ieri, era il 6 aprile 2009. Ci chiamarono via radio perché dovevamo preparare le borse, erano le otto, alle dieci siamo partiti per L’Aquila. Man mano che ci avvicinavamo all’epicentro, l’atmosfera spettrale aumentava: case cadute, macerie. Alle undici di sera ci dissero di andare alla Casa dello studente. Ci siamo messi a scavare, e dopo poco abbiamo trovato una ragazza sotto un pilastro con la testa fracassata.