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cambiamenti climatici

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Clima le colpe dei media: ne parlano poco e male

Visto il lavoro che faccio, sono obbligata a leggere la mattina parecchi giornali. Articoli sul tema del riscaldamento climatico, e sulle sue conseguenze, ce ne sono pochissimi – parlo dei giornali italiani – tanto che alcuni giorni non ne trovo nessuno, pur sfogliando cinque o sei quotidiani. Ogni volta penso che ciò abbia dell’incredibile, visto che sul clima ci vorrebbe una cronaca costante, incessante, una cronaca che finisca sempre in prima pagina, vista l’importanza dei fatti, come ho avuto altre volte modo di scrivere.

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A San Valentino ama il pianeta!

Siamo reduci dal 70esimo festival della canzone italiana. Un tripudio di testi su amori non corrisposti, drammi affettivi privati, intimismi sentimentali di ogni tipo. Metà della popolazione italiana attaccata allo schermo ha scelto di vedere Sanremo, eppure in nessuna di quelle canzoni è stato veicolato qualcosa che andasse contro il solito soggettivismo sfrenato.

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L'insostenibile indifferenza del calcio alla questione climatica

Da tempo osservo il mondo del calcio attraverso il tema del cambiamento climatico. A differenza di tantissimi altri settori, purtroppo, non ho notato in questi mesi nessuna nuova sensibilità verso il tema.

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Cambiamenti climatici, per Natale fermiamoci a pensare (e condividere)

Lo strano destino di chi si occupa di cambiamento climatico in questo paese ma soprattutto in questa società è questo: essere spesso ridotto al ruolo di Cassandrafastidiosa, non essere ascoltato, essere minimizzato nelle sue paure. Fondamentalmente, l’atteggiamento principale delle persone verso chi porta avanti questa istanza è quello dell’indifferenza, del cambiare argomento, oppure ridicolizzare. Questo avviene anche con le persone più vicine, familiari, amici, persone molto frequentate sui social network.

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Emergenza climatica, quello che un tassista romano ha capito (e i politici invece no)

Come tutti quelli che si occupano di clima, o sono consapevoli di cosa sia il cambiamento climatico, faccio i conti tutti i giorni con momenti di immenso sconforto e terrore e momenti di maggiore tranquillità, dove cerco di vedere la situazione in maniera (relativamente) meno tragica. Eppure proprio ieri mi è successa una cosa che mi ha quasi sconvolto. Per una necessità urgente (avevo perso le chiavi del motorino) ho dovuto prendere un taxi. Mi è capitato un signore italiano anziano, parlava male, con un forte accento, non capivo bene di dove fosse.